Denia Mazzola alla XXXV stagione dell'Orchestra da Camera Fiorentina

locandina-firenze-29300315

 

Il terzo appuntamento dell’Orchestra da Camera Fiorentina, ed il primo presso la sede naturale, la prestigiosa sala del Museo Orsanmichele in Firenze, vede protagonisti Paolo Lepore direttore e Denia Mazzola Gavazzeni voce solista, in un programma intenso ed originale dedicato Tcajkoski, Wagner e Ottorino Respighi., introdotti dalla prima esecuzione del brano “Natural Flaw” di Edoardo Vella, allievo di Andrea Portera alla Scuola di Musica di Fiesole, che del suo pezzo scrive: «Natural flaw ("imperfezione naturale") è un grido misantropo della mia persona”.

E’ un po’ nel gioco dell’introspezione che dunque inizia la serata, intima e quasi camerstica, che continua con Wagner. In fuga da Dresda, dove era stato condannato al carcere per aver partecipato ai moti del 1849 accanto a Bakunin, Richard Wagner trovò riparo a Zurigo per un lungo esilio dalla natia Germania durante il quale scrisse alcuni dei suoi saggi estetici fondamentali (tra cui Opera e dramma). Fra i tanti amici fedeli e generosi che lo sostennero in quegli anni spiccano i coniugi Otto e Mathilde Wesendonck: lui commerciante di sete facoltoso e pragmatico, lei sognatrice attratta dalla cultura e dagli artisti. A lungo i Wesendonck offrirono ospitalità a Wagner e alla moglie Minna in un padiglione, denominato l'Asilo, presso la loro villa in collina con vista mozzafiato sul lago. Wagner ripagò la disinteressata gentilezza di Otto portandosi a letto Mathilde e alla fine provocando uno scandalo pubblico. Dalla relazione tra Wagner e la Wesendonck scaturì il “Tristano e Isotta” che racconta di una passione furiosa e segreta, colpevole ma inevitabile. Suo cartone preparatorio, sul piano dei contenuti poetici e della realizzazione musicale, vanno considerati i Wesendonck-Lieder, cinque canti su versi della stessa Mathilde per voce femminile con accompagnamento di pianoforte composti fra il 1857 e il 1858.

Quindi Respighi, che nella cantata il Tramonto del 1914 sfoggia quel gusto raffinato per il colore - appreso a lezione da Rimskij-Korsakov in Russia e dalla frequentazione dell'impressionismo musicale francese - che gli diede la celebrità. La partitura è dedicata al mezzosoprano Chiarina Fino Savio e il testo intonato è di Shelley.

Infine la Serenata per archi in do maggiore op. 48 che vide la luce fra il 21 settembre e il 26 ottobre 1880 mentre Cajkovskij stava uscendo a fatica da uno dei momenti più tragici della sua vita, quello della brevissima esperienza matrimoniale con l'allieva Antonina Miljukova: una farsa borghese, giacché il compositore era consapevole della propria omosessualità già prima della cerimonia nuziale. Pur richiamandosi a esempi settecenteschi, la Serenata è in realtà impregnata di uno spirito autenticamente russo.
Cajkovskij ne scriveva in questo modo: «Il primo tempo deve essere considerato il frutto della mia venerazione per Mozart, ho imitato intenzionalmente il suo stile e potrei dirmi felice se mi fossi accostato anche di poco al modello».

Domenica 29 e Lunedì 30 Marzo
Museo di OrsanMichele
Via Calzaiuoli
FIRENZE

Orchestra da Camera Fiorentina
Direttore PAOLO LEPORE
Soprano DENIA MAZZOLA GAVAZZENI

E. Vella “Natural Flaw” prima esecuzione assoluta
O. Respighi “Il tramonto”
R. Wagner Wesendonck Lieder
P.I. TČajkovski Serenata per archi op 48